Questioni di qualità o solo formalità? Continuerò a non studiare a non lavorare a non guardare la tivù. A non andare al cinema a non fare sport. A evitare le insegne luminose che attirano allocchi. A non essere pigro di testa. A non mentire. Ma ben vestito, quello si

giovedì 1 marzo 2012

E' eterno ogni minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato. (Lucio)

venerdì 17 febbraio 2012

Vent'anni

Vent'anni fa ero molto più giovane, arrogante, con tante idee e molta confusione. Vent'anni fa iniziavo a comprendere quei meccanismi che governavano questo mondo. Venivano al pettine quei nodi nascosti ma che in molti, se non tutti, conoscevano. Si apriva un varco in quella buia e fumosa cortina, la chiamammo speranza, o almeno cosi la chiamavamo noi, sognatori per anagrafica. I giornali la chiamarono tangentopoli, in un groviglio di sbarre, manette, monete e volti strafottenti. Vent'anni fa sembrava aprirsi davanti a noi un futuro diverso, più equo, più umano, con un volto nuovo.
Vent'anni dopo sembra che niente sia accaduto, sembra che la storia  si diverta a farci girare intorno al nulla per riportarci sempre negli stessi luoghi dove nulla cambia, tutto cambia, per rimanere uguale a se stesso. Vent'anni dopo non coltivo più quelle speranze, non ho più quelle arroganze, cammino per la mia strada, spesso m'illudo prima di rabbuiarmi. Mi volto spesso, sorrido amaro e torno a camminare su quel sentiero contorto e avvilente che qualche folle ha disegnato e qualche pazzo chiama patria.

domenica 5 febbraio 2012

Infezione

Non ho mai avuto fretta. Ho sempre preferito aspettare, osservare lo scorrere , le persone passare, oggetti cadere. Immaginare.
Sono qui, come se il mio essere fosse altrove. Attendo altra neve che cadrà dal cielo.
Accarezzerà le nostre terre ormai aride, ridando quiete silenzio e speranza ad un mondo oramai infetto.

martedì 27 dicembre 2011

Il Partigiano

La felicità della democrazia, la felicità di essere, di sentirsi uomini liberi. Tutti, liberi di vivere la vita nelle sue infinite forme, di manifestare, di realizzarsi come cittadini, di assumere diritti e doveri.
Questa felicità non è un bene astratto o uno stato ideale irrealizzabile, è qualcosa di estremamente concreto e cogente, qualcosa che ha spronato una generazione a volere e a fare la guerra partigiana, la guerra di liberazione dagli occupanti tedeschi.
Siamo liberi ma la mediocrità della vita ci sta soffocando. Apro la televisione, i giornali, ascolto le radio: è una marea di falsità e di stupidità che non ci dà tregua. Seguo i dibattiti politici, un bla bla bla ripetitivo, parole elusive prive di senso, una recita che ha dell’osceno perché capisci benissimo che i buoni intenti sono una copertura, un diversivo, e che al contrario tutti pensano ai buoni affari. Da cui una sorta di nausea per la politica in generale, vissuta come un colossale inganno e presa in giro.
La democrazia è il modo migliore di vivere associati, le sue forme sono le migliori, le sue ragioni inoppugnabili, ma se lascia che gli interessi privati prevalgano sui generali può diventare oggetto di feroci critiche e di odio, come all’inizio del secolo scorso, quando l’odio per la democrazia divampava in tutta Europa e creava i mostri del fascismo.

Giorgio Bocca (1920-2011)

mercoledì 14 dicembre 2011

Scatti

Osservare una fotografia è come rivere quell'attimo in cui l'hai scattata. Devi immortalare l'immensità di quel perduto millesimo di secondo, carpirne la sensazione che ti da nel momento stesso in cui la osservi, in cui ti entra sotto pelle, dentro il cervello. Evitare di elaborarla con occhio critico o tecnico. Solo così sarà la poesia dell'immagine ad aprirsi nella mente. Sarà una mano invisibile a condurci in quei luoghi fermi nel loro movimento instabile. E le molecole vibreranno creando quell'alienazione spazio temporale chiamata nostalgia.

mercoledì 30 novembre 2011

Le nebbie


Da queste mie nebbie.
Tra questi vitigni spogli immersi nell'opaco
i peschi nudi al primo freddo
le nebbie nascondono i segreti.
Il bagliore arrossato della sera
lievi luci penetranti in densità compatta 
lamiere umide avvolte da acquosa aria.
E tra piccoli sospiri color cenere
le nebbie traspirano immaginazione.
Avvolgenti catene autunnali.
Silenziosi soliloqui: dove sei, tu

mercoledì 2 novembre 2011

Ritornerò

Come sempre. Le chiavi nella serratura, la mano che gira decisa la chiave, veloce. Uno, due, tre, quattro, cinque mandate a rompere il silenzio. Come non finissero mai. Mi volto e l'oscurità novembrina è li che arriva, mi guarda dall'alto, mentre mi dico ad alta voce. "Ritornerò qui, venerdì".
Ricomincerò a fuggire da te, nelle tue belle mattine ancora giovani.

mercoledì 19 ottobre 2011

Esistere psichicamente

Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende
- soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli -
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch'io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d'inferno
degli atomi e il conato
torbido d'alghe e vermi,
chiarore-uovo
che nel morente muco fai parole
e amori.

(Andrea Zanzotto 1921-2011)

venerdì 14 ottobre 2011

Desassossego


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.


(Lentamente muore - Martha Medeiros)

mercoledì 5 ottobre 2011

Piove

Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.


Piove
da un ciclo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.


Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c'è terremoto
né guerra.


Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia,
e sulla greppia nazionale.


Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.


Piove
in assenza di Ermione
se Dio vuole,
piove perché l'assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l'ha ordinato.


Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull'uomo indiato, sul cielo,
ottimizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgocciola
sulla pubblica opinione.


Piove, ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.



Eugenio Montale